Codice di Procedura Civile art. 473 bis 27 - Intervento dei servizi sociali o sanitari nei procedimenti a tutela dei minori 1[I]. Le disposizioni del presente titolo si applicano ai procedimenti relativi allo stato delle persone, ai minorenni e alle famiglie attribuiti alla competenza del tribunale ordinario, del giudice tutelare e del tribunale per i minorenni nonche' alle domande di risarcimento del danno conseguente a violazione dei doveri familiari, salvo che la legge disponga diversamente. Sono in ogni caso esclusi i procedimenti di scioglimento della comunione legale, quelli volti alla dichiarazione di adottabilita', quelli di adozione di minori di eta' e quelli attribuiti alla competenza delle sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea3. [II]. Per quanto non disciplinato dal presente titolo, i procedimenti di cui al primo comma sono regolati dalle norme previste dai titoli I e III del libro secondo. [III]. Quando rileva che uno dei procedimenti previsti dal primo comma e' promosso in forme diverse da quelle previste dal presente titolo, il giudice ordina il mutamento del rito e fissa l'udienza di cui all'articolo 473-bis.21 assegnando alle parti termini perentori per l'eventuale integrazione degli atti4. [IV]. Quando rileva che una causa promossa nelle forme stabilite dal presente titolo riguarda un procedimento diverso da quelli previsti dal primo comma, il giudice, se la causa stessa rientra nella sua competenza, ordina il mutamento del rito dando le disposizioni per l'ulteriore corso del processo, altrimenti dichiara la propria incompetenza e fissa un termine perentorio per la riassunzione della causa con il rito per essa previsto5. [V]. I provvedimenti di cui al terzo e al quarto comma sono pronunciati non oltre la prima udienza. Gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono secondo le forme del rito seguito prima del mutamento e restano ferme le decadenze e le preclusioni maturate secondo le norme del rito seguito prima del mutamento6. [1] Rubrica sostituito dall'art. 3, comma 6, lett. a), numero 3) del d.lgs. 31 ottobre 2024, n. 164. La rubrica precedente era la seguente: «Ambito di applicazione». Ai sensi dell'art. 7, comma 1, del medesimo decreto, le disposizioni di cui al d.lgs. n. 164/2024 cit. [2] Articolo inserito dall'art. 3, comma 33, del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (ai sensi dell'art. 52 d.lgs. n. 149 /2022 , il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale). Per la disciplina transitoria v. art. 35 d.lgs. n. 149/2022 come da ultimo modificato dall'art. 1, comma 380, lett. a), l. 29 dicembre 2022, n.197, che prevede che : "1. Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 28 febbraio 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 28 febbraio 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti.". [3] Comma sostituito dall'art. 3, comma 6, lett. a), numero 1) del d.lgs. 31 ottobre 2024, n. 164. Ai sensi dell'art. 7, comma 1, del medesimo decreto, le disposizioni di cui al d.lgs. n. 164/2024 cit. si applicano ai procedimenti introdotti successivamente al 28 febbraio 2023. Il testo del comma era il seguente: «Le disposizioni del presente titolo si applicano ai procedimenti relativi allo stato delle persone, ai minorenni e alle famiglie attribuiti alla competenza del tribunale ordinario, del giudice tutelare e del tribunale per i minorenni, salvo che la legge disponga diversamente e con esclusione dei procedimenti volti alla dichiarazione di adottabilità, dei procedimenti di adozione di minori di età e dei procedimenti attribuiti alla competenza delle sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea»: ai sensi dell'art. 50 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, le parole «tribunale per i minorenni», ovunque presenti, in tutta la legislazione vigente, sono sostituite dalle parole «tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie», con la decorrenza indicata dall'art. 49, comma 1, d.lgs. 149, cit. [4] Comma aggiunto dall'art. 3, comma 6, lett. a), numero 1) del d.lgs. 31 ottobre 2024, n. 164. Ai sensi dell'art. 7, comma 1, del medesimo decreto, le disposizioni di cui al d.lgs. n. 164/2024 cit. si applicano ai procedimenti introdotti successivamente al 28 febbraio 2023. [5] Comma aggiunto dall'art. 3, comma 6, lett. a), numero 1) del d.lgs. 31 ottobre 2024, n. 164. Ai sensi dell'art. 7, comma 1, del medesimo decreto, le disposizioni di cui al d.lgs. n. 164/2024 cit. si applicano ai procedimenti introdotti successivamente al 28 febbraio 2023. [6] Comma aggiunto dall'art. 3, comma 6, lett. a), numero 1) del d.lgs. 31 ottobre 2024, n. 164. Ai sensi dell'art. 7, comma 1, del medesimo decreto, le disposizioni di cui al d.lgs. n. 164/2024 cit. si applicano ai procedimenti introdotti successivamente al 28 febbraio 2023. InquadramentoLe disposizioni in commento disciplinano in dettaglio alcuni aspetti che si sono rivelati particolarmente controversi nell'istruttoria dei giudizi sull'affidamento dei figli ovvero sulla decadenza/limitazione della responsabilità genitoriale nella prassi applicativa, quali i limiti della cognizione e le modalità di redazione della consulenza tecnica psicologica, nonché gli aspetti sui quali possono fornire indicazioni i servizi sociali (quanto all'opportunità di tali previsioni v. già, in sede di commento alla legge delega, Carratta, 2022, 349 ss.). Per altro verso, seguendo la buona prassi di alcuni uffici giudiziari, l'art. 473-bis.26 c.p.c. “codifica” la possibilità per il giudice nelle controversie assoggettate al rito unitario di nominare un esperto su richiesta delle parti per risolvere specifiche problematiche idonee a minare la continuità e l'equilibrio dei rapporti tra i minori ed entrambi i genitori. I “confini” della CTU psicologica e dell’intervento dei servizi socialiÈ dedicato, con l'art. 473-bis.25 c.p.c., uno specifico articolo del codice di procedura civile alla consulenza tecnica d'ufficio nel rito unitario, in virtù del criterio di delega di cui all'art. 1, comma 23 lett. dd), della legge n. 206 del 2021. Di grande rilievo appaiono le disposizioni, contenute nei commi dal secondo al quarto della norma, che riguardano la consulenza psicologica e che costituiscono una vera e propria presa di posizione del legislatore in senso contrario ad approfondimenti peritali che si sono talvolta svolti nella prassi applicativa su oggetti molto ampi, senza le dovute garanzie e che hanno talora condotto a decisioni cruciali per la vita dei minori basate sulla ricorrenza di patologie prive di riconoscimento scientifico, come nel caso della c.d. PAS (cfr. Giordano (-Farina - Metafora), La riforma del processo civile, cit., ... ). La stessa Corte di cassazione aveva già affermato, come noto, in senso contrario a tali prassi, che i provvedimenti relativi alla responsabilità genitoriale non possono dipendere da teorie prive di fondamento scientifico, come è appunto la PAS-sindrome di alienazione parentale, ma sono tenuti ad accertare la veridicità dei comportamenti pregiudizievoli per i minori e non possono limitarsi al mero richiamo della consulenza tecnica, perché deve escludersi la possibilità, in ambito giudiziario, di adottare soluzioni prive del necessario conforto scientifico e potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che intendono scongiurare (cfr. Cass. n. 13217/2021; Cass. n. 9691/2022). Il legislatore limita espressamente, allora, l'ambito della consulenza psicologica, precisando che le indagini e le valutazioni su caratteristiche e profili di personalità delle parti sono consentite nei limiti in cui hanno ad oggetto aspetti tali da incidere direttamente sulle capacità genitoriali, e sono fondate su metodologie e protocolli riconosciuti dalla comunità scientifica. Di qui si precisa che nella relazione il consulente: a) tiene distinti i fatti osservati direttamente, le dichiarazioni rese dalle parti e dai terzi e le valutazioni da lui formulate; b) indica le metodologie e i protocolli seguiti; c) indica eventuali specifiche proposte di intervento a sostegno del nucleo familiare e del minore. In senso assolutamente analogo, l'art. 473-bis.27 c.p.c. delinea l'ambito di intervento e il contenuto delle relazioni demandate ai servizi sociali e sanitari, anche in questo caso per evitare “sconfinamenti” abusivi. Al fine di meglio garantire i diritti delle parti coinvolte, si stabilisce inoltre che, salva diversa previsione normativa, le parti possono prendere visione ed estrarre copia delle relazioni e di ogni accertamento compiuto dai responsabili del servizio sociale o sanitario incaricati, trasmessi all'autorità giudiziaria. La nomina di un esperto per interventi a supporto delle relazioni familiariL'art. 473-bis.26 c.p.c., “positivizzando” una buona prassi già invalsa in alcuni uffici giudiziari di merito, attribuisce al giudice la facoltà, su richiesta congiunta delle parti, di nominare uno o più ausiliari per intervenire sul nucleo familiare compiendo specifiche attività necessarie alla risoluzione del conflitto familiare o a fini di ausilio o sostegno alla relazione genitori figli. Questo può avvenire, in particolare, come evidenzia la Relazione Illustrativa, nelle non infrequenti situazioni, nelle quali, “pur in assenza di condotte gravemente pregiudizievoli del genitore, siano diradati o interrotti i rapporti genitori-figlio ovvero il figlio sia in tenera età ed emergano resistenze da parte del genitore convivente a consentire a libere frequentazioni da parte dell'altro, giudicato inidoneo all'accudimento, ovvero anche alle ipotesi, non infrequenti, in cui minori adolescenti abbiano difficoltà di relazione con l'esterno anche a causa della vicenda separativa che ha coinvolto il nucleo familiare”. In sostanza, l'ausiliario svolgerà soprattutto una specifica funzione di sostegno per il recupero di un rapporto equilibrato tra la prole ed entrambi i genitori, in un'ottica collaborativa e non conflittuale. Il giudice fisserà all'ausiliario gli obiettivi da raggiungere, con l'onere di depositare relazioni, anche periodiche, rispetto alle quali le parti potranno a loro volta depositare note scritte. Nell'ipotesi di questioni sui limiti e sui poteri dell'incarico conferito sia l'ausiliario sia le parti potranno rivolgersi al giudice, che adotterà i provvedimenti opportuni. BibliografiaAgnino, Il nuovo giudizio di separazione e divorzio nella riforma Cartabia, in IUS-processocivile.it, 6 dicembre 2022; Bartolini, Separazione e divorzio: sarà soppressa l'udienza presidenziale, in Giustiziacivile.com, 25 novembre 2022; Carratta, Un nuovo processo di cognizione per la giustizia familiare e minorile, in Fam. e dir., 2022, n. 4, 349; Costabile, La soluzione dei conflitti in ordine all'esercizio della responsabilità genitoriale, in IUS-Processocivile.it, 6 luglio 2022; Danovi, Ascolto del minore, capacità di discernimento e obbligo di motivazione (tra presente e futuro), in Fam. e dir., 2022, n. 11, 993; Danovi, Il nuovo rito delle relazioni familiari, in Fam. e dir., 2022, n. 8-9, 837; Di Cristofano, Le modifiche apportate all'art. 709-ter c.p.c., in IUS-Processocivile.it, 31 agosto 2022; Di Marzio M., I procedimenti de potestate tra vecchia e nuova disciplina, in IUS-Processocivile.it, 23 marzo 2022; Donzelli, La riforma del processo per le persone per i minorenni e per le famiglie, in Giustiziacivile.com, 10 giugno 2022; Farina - Giordano - Metafora, La riforma del processo civile, Milano, 2022; Figone, Violazioni dei provvedimenti riguardanti i figli e relativi rimedi: le novità della riforma, in IUS-Processocivile.it, 17 giugno 2022; Giordano - Simeone (a cura di), Riforma del processo per le persone, i minorenni e le famiglie, Milano, 2022; Graziosi, Sui provvedimenti provvisori ed urgenti nell'interesse dei genitori e dei figli, in Fam. e dir., 2022, n. 4, 368; Lombardi, L'obbligo di disclosure nei procedimenti di separazione e divorzio riformati: un ridimensionamento del principio del nemo tenetur edere contra se?, in judicium.it, 10 ottobre 2022; Marino, Nuove regole per l'esecuzione dei provvedimenti relativi ai minori, in Fam. e dir., 2022, n. 4, 400; Matteini Chiari, I procedimenti in materia di famiglia e minori, in IUS-Processsocivile.it, 21 luglio 2021; Russo, La partecipazione del minore al processo nella riforma del rito civile, in Fam. e dir., 2022, n. 6, 643; Sarnari, Il nuovo processo familiare. Brevi riflessioni su alcuni principi della legge delega 206/2021, in IUS-Processocivile.it, 8 aprile 2022; Silvestri, L'architettura della riforma della giustizia familiare, in judicium.it, 24 aprile; Simeone - Sapi, Il nuovo processo per le famiglie e i minori, Milano, 2022; Tommaseo, La riforma del processo civile a un passo dal traguardo, in Fam. e dir., 2022, n. 10, 955; Vullo, Nuove norme per i giudizi di separazione e divorzio, in Fam. e dir., 2022, n. 4, 357. |